25

AGO

2017

La Diffusione del Caffè nella Storia

Viaggiatori e commercianti, ben presto, si accorsero di una massiccia presenza di questa bevanda nel mondo Islamico, di conseguenza ne portarono immediatamente notizia in Europa. Il caffè divenne sinonimo di amicizia, svago, nonché punto di riferimento per dibattiti e discussioni letterarie.

Il primo locale dove consumare questa bevanda nacque nel 1554 ad Istanbul, ma da lì a poco questi luoghi di conoscenza, così venivano chiamati, si diffusero ovunque. Il caffè era visto di buon occhio nella religione islamica, perché stimolava intelligenza, creatività e fantasia, al contrario del vino a cui erano legate sonnolenza e distrazione. Questa religione in forte crescita, portava con sé questa usanza raggiungendo nuovi adepti in nuovi paesi, aiutando così la diffusione e la conoscenza della bevanda.

Il 1615 è considerata la data in cui il caffè fece il suo ingresso in Europa, grazie ai commercianti veneziani. Il merito di aver descritto per primo la pianta del caffè, spetta a Prospero Alpino, un medico vissuto in Egitto a fianco del Console italiano. In un trattato sulle piante nord africane, descrive in modo dettagliato e con grande importanza la pianta di caffè, approfondendone in particolare le modalità di impollinazione autogama, ossia capace di riprodursi autonomamente.

Al suo arrivo in Italia all’inizio del ‘600 il caffè trovò molti osteggiatori, il mondo ecclesiastico in particolare diffidava della sua provenienza. Era inoltre diffuso il timore che questa bevanda, servita in molte locande cosiddette di “perdizione”, richiamasse a sé troppi cultori. Tuttavia, prima di metterla al bando, il pontefice Clemente VIII volle assaggiarla e il gradimento fu tale che non solo fu commercializzata, ma venne anche santificata, perché sarebbe stato un delitto lasciarla bere solo ai non credenti.

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